Il Pomodoro del Piennolo del Vesuvio D.O.P.

Storia e tradizione

Il particolare nome del pomodorino del Piennolo del Vesuvio, deriva dalla tecnica di conservazione che abitualmente vuole la costruzione dei cosiddetti pendoli, in napoletano appunto “e’piennoli”. Come tutti i miti del napoletano i “piennoli” sono riprodotti su tutti presepi di via San Gregorio Armeno e non. Questo pomodoro viene coltivato nella zona che coincide approssimativamente con il territorio del Parco nazionale del Vesuvio, esiste dal 2009 una D.O.P. e dal 2013 un consorzio che proteggono l’identità unica di questo particolare alimento.

Proprietà organolettiche

Le proprietà organolettiche del pomodorino vesuviano sono il frutto degli strati di lava che negli anni si sono sovrapposti e hanno creato un terreno ideale per accrescere il gusto e i colori del “piennolo”, leggenda narra che il tipico pomodorino vesuviano sia così rosso perché la sua pianta affonda le radici direttamente nella lava del grande vulcano che sovrasta il golfo di Napoli. Leggende a parte le peculiarità del “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP”: un sapore dolce dal retro gusto acidulo che è il carattere distintivo derivato dalla ricchezza di acidi organici, visivamente un’accentuata punta o pizzetto  e il colore rosso fuoco lo contraddistingue in modo evidente dai suoi simili e a livello tattile sentiremo l’elevata consistenza della buccia. Proprio quest’ultima anche grazie l’alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili permette la conservazione a “piennolo” senza che l’alimento deperisca, il pomodorino raccolto tra luglio e agosto, viene stipato in luoghi secchi e ventilati favorendo una lenta maturazione e consente di avere un prodotto eccezionale fino alla primavera seguente all’anno di coltivazione.

Coltivazione

“L’oro rosso vesuviano” si coltiva tradizionalmente con l’ausilio di basi con paletti di legno e fil di ferro, questi evitano che i frutti tocchino il terreno e contribuiscono alla fruizione uniforme dei raggi solari da parte della pianta. Il lavoro è molto faticoso, anche per la creazione dei piennoli è tutto completamente fatto a mano in maniera antica, questo ha portato negli anni 90 molti giovani ad abbandonare le colture ed andare via dalle terre, fortunatamente il fenomeno è in controtendenza e sempre più aree che fino a 10 anni fa erano abbandonate ora sono coltivazioni di questo incredibile prodotto che ha sempre più valore sul mercato.

Modalità di Vendita

Le modalità di vendita sul mercato sono di tre tipi: ovviamente il pomodoro fresco appena raccolto è quello venduto maggiormente sui mercati di tradizionali, il famoso “piennolo” ormai viene esportato in tutta Europa dove sempre di più sono i ristoranti italiani, viene ultimamente anche proposto in conserva. Negli ultimi anni molti stellati della zona si appropriano di questi prodotti e ne fanno i punti forti dei loro piatti, chef come Giuseppe D’acquino che con i suoi “spaghetti al pomodoro del Piennolo” hanno esaltato questi prodotti e la loro terra d’origine dandogli la giusta luce in tutto il mondo.