Coronavirus le linee guida INAIL - ISS per la ristorazione

Secondo le disposizioni del documento Inail-Iss per la ristorazione, avverrà la rimodulazione dei tavoli definendo un limite massimo di capienza d’utenza, tenendo in considerazione che ci dovrà essere uno spazio a disposizione non inferiore a 4 metri quadrati per cliente. Lo spazio di distanziamento può essere ridotto nel caso ci si avvalesse di barriere che ridurrebbero il rischio di contaminazione tra i clienti. Un altro strumento di prevenzione sarà la prenotazione obbligatoria, in modo da evitare assembramenti di persone in attesa di un tavolo all’esterno del locale. Ovviamente qualora si venisse a conoscenza che un caso di Sars-COV-2 fosse venuto a contatto con il locale, avverrebbe la quarantena immediata. Inoltre dovrà essere garantito il ricambio d’aria naturale e la ventilazione nei locali chiusi a disposizione sia del personale che della clientela , locali chiusi come la toilette che spesso soprattutto negli edifici storici non dispone di finestre.

Ipotesi sul futuro

Tuttavia queste sono solamente delle indicazioni dell’Inail-Iss non esiste una vera e propria normativa nazionale che possa canalizzare la conduzione nella sicurezza degli esercizi commerciali pubblici, è ovvio quindi che saranno le regioni a proporre delle linee guida da mantenere nel settore. Una delle prime che ci ha pensato è stata l’Emilia Romagna e proporrà al governo delle misure molto diverse da quelle “suggerite” dagli enti Inail-Iss, le contromisure al coronavirus da parte di questa regione prevedono la responsabilizzazione della clientela dando libero arbitrio a questa su come comportarsi, il ristoratore infatti avrà solamente l’obbligo di affiggere le regole di distanziamento sarà poi il consumatore ad avere il buon senso di rispettarle.

Occupazione

Qualsiasi persona facente parte della ristorazione aveva la certezza nei tempi di magra almeno del proprio lavoro, la frase comune per cuochi, camerieri e barman era: “vabbè… tanto un lavoro lo trovo.” Purtroppo l’unico settore in Italia dove c’era una forte e stabile offerta diverrà ultimo in questo senso, con la riapertura e il distanziamento condizionato la mole di lavoro diminuirà drasticamente ed assieme ad essa l’occupazione. Saranno moltissimi a finire disoccupati, i primi a perdere il lavoro saranno coloro che svolgevano questo lavoro part-time magari per pagarsi gli studi, sicuramente non avranno più sostentamento.

Funzionerà?

Sia l’ipotesi degli enti Inail-ISS sia l’ipotesi dell’Emilia Romagna ci sembrano davvero impossibili. La prima soluzione data dagli enti nazionali è inattuabile per qualsiasi esercizio commerciale dedito alla ristorazione in Italia, solo immaginare di poter tenere un distanziamento di 4 metri per ogni persona è davvero impossibile. L’ipotesi della regione Emilia Romagna al contrario sembra un po’ troppo libertina, potrebbe produrre un effetto collaterale e portare un riaumento dei contagi in tornando alle misure di Lockdown e sappiamo che in quel momento sarebbe la fine per tutti. Due ipotesi più realistiche sono state quella di Genova e “Milano 2020” che vogliono cambiare i modelli di consumo mettendo a disposizione la città agli esercizi commerciali pubblici.

Soluzione

La soluzione più semplice a nostro avviso potrebbe essere quella che molti ristoratori vogliono, cioè aspettare. Tutti ovviamente abbiamo una gran voglia di tornare in campo il prima possibile ma dobbiamo stare attenti perché potrebbe essere contro produttivo. L’idea potrebbe essere quella di bloccare affitti e tasse per almeno due mesi per tutti quanti quelli che sono nel campo della ristorazione e per coloro i quali stanno avendo una forte perdita negli affari dalla chiusura di queste attività come produttori di vino, gin, pesce ecc. L’obbiettivo sarebbe quello di farli ripartire a pieno regime, senza leggi asfissianti che li porterebbero ad un declino veloce e sicuramente inesorabile.

I Clienti

Il reale grande dubbio per l’apertura sono i clienti, non sappiamo ancora come questi reagiranno  al ritorno della normalità e se accetteranno di buon grado le future norme di sicurezza per contrastare il coronavirus, sicuramente non tutti saranno disposti a rischiare un contagio e secondariamente non tutti vorranno andare al ristorante o al bar attorniati da scomodi plexiglass e altre contromisure che certamente renderanno il momento di svago meno idilliaco.