Lacryma Christi del Vesuvio D.O.C.

Leggenda

Il nome di Lacryma Christi deriva da una leggenda campana in cui Cristo si accorse che il golfo di Napoli è un pezzo di paradiso rubato da Lucifero che appena completato il furto sprofondo all’inferno creando la voragine del Vesuvio e per la perdita di una parte così importante, il Cristo cominciò a piangere dando vita alle vigne che oggi si stanno facendo sempre più spazio tra le grandi dell’enologia.  

Storia

La storia reale ci parla di vigne coltivate inizialmente dai Tessali (Greci) arrivati nelle zone vesuviane già nel V sec. a.C. e favorite nel gusto dal terreno dell’area vulcanica del Vesuvio. Anche i Romani cinque secoli più tardi amarono queste colture, è Marziale a lodarle in un suo passo “Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa”. Furono i monaci in seguito durante il medioevo a continuare la coltivazione del cosiddetto “Vino Greco”, che grazie all’opera dei contadini diede il nome alla città di Torre del Greco.

Caratteristiche organolettiche

Lacryma Christi Bianco D.O.C. è di colore giallo paglierino con molteplici riflessi dorati, emana un profumo intenso che ricorda molto le ginestre del Vesuvio, oltre a questo ha note di ananas, mela cotogna e pesca gialla. Possiede un aroma fruttato/floreale, nella sostanza è un vino secco e leggermente acidulo. A cospetto del gusto morbido è piacevole assaporarlo con i crostacei, pietanze di pesce dal gusto strutturato e formaggi profumati. Le uve utilizzate sono l’80% di Coda di Volpe e il 20 % di Falanghina o Greco dipende dalle zone di produzione.

Lacryma Christi Rosso D.O.C. ha un colore rosso rubino molto vivace, è molto accentuato il suo profumo di frutta rossa e a seconda delle zone anche di erbe. Il sapore è quello di un vino deciso e corposo, è molto apprezzato accostato a sughi di carne come il ragù napoletano, arrosti, pollame, selvaggina e ottimo per i formaggi piccanti. Le uve adoperate sono l’80% di Piedirosso e il 20% di Aglianico, anche se a seconda la zona di produzione si può avere un sostanziale cambiamento.

Lacryma Christi Rosato D.O.C. visivamente appare rosa ceruleo, conserva l’aroma fruttato del rosso e la vivacità del bianco. Il sapore si avvicina molto di più all’aroma del rosso anche se è più secco rispetto a quest’ultimo. È un vino molto versatile e si accompagna bene con alimenti dal sapore non troppo importante.

La D.O.C.

Il marchio risale al 1983 e conferisce a questo vino una collocazione geografica inequivocabile con degli standard di vinificazione da seguire, nel disciplinare si parla di vino con denominazione Vesuvio, ne quale si identifica la specificità del Lacryma Christi se il vino Vesuvio avesse raggiunto un titolo alcometrico di almeno il 12%, e un contenuto minimo del 65% delle uve utilizzate. Questa tipologia di vino è tipico dell’area pedemontana vesuviana e si coltiva in 15 comuni del napoletano.