Gli Antichi Greci e il Simposio: Vino, Prostitute e Filosofia

Il Vino e il Simposio
Era un momento di vita sociale nel periodo della Grecia antica in cui dei cittadini maschi parlavano di arte, politica, filosofia e molto altro. Il banchetto era un vero e proprio rito divino scandito da diversi atti programmati, ad accompagnare il tutto era sempre presente il vino, gli antichi pensavano che grazie ad esso potessero avvicinarsi agli dei.  Durante il simposio si mangiava distesi e tutti gli invitati a casa di colui che organizzava il simposio dovevano avere lo sguardo al centro della sala in modo da poter comunicare con tutti mentre si gustavano cibo e vino.
Simposiarca: il Maître degli Antichi
Il simposiarca era una specie di maître della serata che si occupava dei giochi, degli argomenti, dei tempi e soprattutto di fissare quante coppe di vino dare per ciascun ospite, decideva anche quanto annacquare il vino, solitamente c’era una parte d’acqua e due di vino in ogni cratere (vaso grande greco). Dopo la cena partivano le conversazioni, queste avvenivano su ogni genere di argomento e sempre prendendo la parola uno per volta. Durante il dibattito veniva versato il vino cominciando il vero e proprio simposio.
Il Limite Alcolico degli Antichi
I Greci deploravano vivamente l’ubriachezza e pensavano fosse adatta ad un barbaro, non ad un uomo civilizzato, tra l’altro il vino in purezza antico era molto alcolico a causa della vendemmia tardiva e della impossibile chiarificazione. Emblematico è il racconto di Polifemo nell’Odissea, la figura del ciclope incarna i barbari che si ubriacano fino a perdere il senno ed eseguono scelte errate. Ovviamente questo limite veniva molto spesso infranto e spesso ai simposi si esagerava in maniera spregiudicata.
Il Vino e il Sesso

Come detto al simposio potevano partecipare solo uomini adulti, questo però non è del tutto vero infatti vi partecipavano sempre delle flautiste, danzatrici e prostitute che allietavano e favorivano le sensazioni e le idee degli invitati al banchetto. Il sesso non era soddisfatto solo dal punto di vista eterosessuale difatti erano presenti anche i “paides kaloi” cioè bei ragazzi, che gli antichi non disprezzavano affatto anzi. Ma come sono legate queste figure al vino? Semplicemente con un gioco chiamato “cottabo” che consisteva nel lanciare il vino rimasto nel fondo della coppa ad un bersaglio in bilico in modo da farlo cadere o affondare se messo su uno specchio d’acqua, fare centro a quanto pare assicurava una conquista amorosa, l’invitato mentre lanciava il vino pronunciava il nome di chi voleva possedere tra le donne e gli uomini e se faceva c’entro, beh avete capito…