Il Miele al tempo degli Dei

Il miele

Il miele costituiva la principale sostanza dolcificante nel mediterraneo, ora questo alimento non ha più la stessa valenza e sembra sia stato messo ai margini dell’alimentazione. Fino all’affinamento delle tecniche di allevamento di api fu un prodotto molto raro e veniva integrato con del miele vegetale fatto con i datteri.

Età del Bronzo

Nell’età del bronzo nel Mediterraneo il miele era ancora troppo prezioso, esso appare confinato nell’ambito sacrale con le sole offerte alle divinità e secondo le popolazioni di quel periodo erano proprio gli dei a donare il miele agli umani, infatti secondo gli antichi avveniva  una caduta dal cielo sotto forma di rugiada o di manna. Per queste civiltà le api selvatiche raccolgono il preziosissimo miele piovuto dal cielo e lo depositano nelle caverne in qualità di offerta funebre, per tale motivo, gli Egizi durante i riti funebri applicavano del miele in bocca alle salme come alimento per la vita ultraterrena. Fino all’età del ferro, appaiono dubbie pratiche di apicoltura in Palestina e in Mesopotamia, risulta evidente invece con dei riferimenti nella Bibbia la raccolta del miele selvatico.

Dall' Età Classica al Medioevo

Se la complessa mitologia mediterranea del miele e dell’ape affonda le sue radici nella fase della raccolta del miele selvatico ed è ampiamente testimoniata in Grecia e a Roma, la mitologia classica ci presenta anche miti che celebrano la cosiddetta “invenzione del miele”, cioè la definitiva acquisizione delle tecniche relative all’allevamento dell’ape. Con l’addomesticamento delle api, quest’ultime provvedono alle necessità alimentari e farmacologiche delle popolazioni mediterranee così facendo si sottraggono alla sfera celeste non essendo più un dono pregiato per gli dei, tuttavia l’uso del miele e dell’ape nella religione non morirà mai completamente essendo in seguito adoperato per rappresentare la benignità di Cristo e con la prima liturgia cristiana che imponeva di far degustare il miele al battesimo.