L' AUTORE:
Giacomo Chinellato
Barman

I grandi classici della miscelazione

Un barista racconta il percorso di quattro suoi clienti accostando i loro caratteri e ciò che li circonda ad alcuni dei più famosi cocktail.

Immaginate di trovarvi a girare per le strade di Manhattan. Dovete trovarvi con il vostro miglior amico Americano conosciuto in erasmus, Alexander, e altri due vecchi amici del college, Lewis e Ryan, per passare una serata come si deve, nello stesso bar di un tempo. Lewis è un tipo alla moda e come sapete la moda ha un andamento circolare. Ritorna. Ritorna il vintage. Ritornano i pantaloni a zampa di elefante, ritornano i giradischi e i vinili per gli appassionati di musica, ritornano quegli occhiali da sole anni ’50. Ritornano un po’ tutti quegli oggetti “Old Fashioned”.

Manhattan, la divisione di New York più densamente popolata. Che gran bel posto. La vista viene dominata da innumerevoli grattacieli che sembrano fare a gara a chi è più alto. Si prendono loro il ruolo di attore protagonista, un po’ come i 5cl di Rye Whiskey che sto mettendo dentro al mio mixing glass colmo di ghiaccio. Al centro si trova il polmone verde di New York, Central Park. I miei 2 cl di Vermouth rosso. Il primo ha la forza di smorzare il grigiore della città, il secondo ha la capacità di diminuire la durezza e la spigolosità di quel Rye Whiskey. Sotto a questi palazzoni si sviluppa un reticolato di gallerie che manco le ragnatele di Whisky il ragnetto. Esse fungono da collante tra i vari luoghi della città. Bastano pochi minuti per fare chilometri, così come poche sono le gocce di Angostura che devo mettere per dare un retrogusto leggermente amaro e ancora più profumato. Mescolo gli ingredienti e lascio che il ghiaccio si disciolga leggermente, raffreddando il cocktail e diminuendone il grado alcolico. Filtro e servo con una ciliegina al maraschino, simbolo del Manhattan tanto quanto la vista dall’ultimo piano dell’Empires State Building.

Camminando capite che, dopotutto, vi sentite un po’ americani. Siete nati in Italia, ma oltre oceano avete trascorso diversi anni della vostra giovinezza. La vita frenetica, la vita notturna, la moltitudine di gente sono tutte cose che un po’ vi mancavano. Forse era destino, già dalla nascita. Primo, avevano deciso di chiamarvi, proprio come Primo Carnera, il pugile che vinse il titolo mondiale negli States. Siete italiani ma con forti influenze americane. Amate il colore rosso, presente sia nella bandiera italiana che in quella americana. Amate il profumo delle spezie, dei campi, delle note erbacee. Adorate le note agrumate, vi ricordano il paese d’origine. Profumi e colori che ritrovo tutti in questi 3cl di bitter che sto mischiando in altrettanti di vermouth fatti dolcemente scivolare all’interno del bicchiere. Ghiaccio e mescolo. Splash di seltz per rendere il tutto più fresco e meno pesante. D’altronde a noi italiani piacciono le bolle. Fetta d’arancia come guarnizione e servo. Al primo sorso l’amaro del bitter colpisce proprio come un gancio di Carnera, ma subito dopo, il gusto vellutato del vermouth invita a proseguire con la bevuta per mettere al tappeto il primo bicchiere.

Finalmente vedete Alexander, vi sta aspettando all’angolo tra la 5th Avenue e la 76th Street. Non vi vedete da una vita, dopo gli studi ha preso in mano l’azienda di famiglia e si è sposato con Catherine, la ragazza francese che studiava al college. Due personalità opposte che assieme sono riuscite a trovare un equilibrio micidiale. Lei una donna forte, dal carattere deciso. Talvolta un po’ esuberante che tende a nascondere gli altri. Lui un uomo molto più pacato, in grado di smussare gli acuti del carattere spigoloso della sua compagna. Un uomo un po’ timoroso, ma che cerca in tutti i modi di tenersela stretta, perché sa, che una come lei, da sola, farebbe girare la testa a molti uomini.
Lei, i miei 3cl di Cognac all’interno di uno shaker colmo di ghiaccio, lui, i 6 cl tra panna e Creme de Cacao necessari per l’armonioso equilibrio. Lo Shake in questo caso è indispensabile per l’unione dei due caratteri così differenti e la spolverata finale di noce moscata risulta essere il matrimonio perfetto tra i due.

Mentre voi e Alexander proseguite la passeggiata, Lewis vi sta già aspettando al bar. È proprio qui al bancone, davanti a me. Lo osservo. È evidente la sua emozione, quante cose si capiscono dalla mia posizione. È teso, guarda spesso l’orologio, cammina, osserva il telefono.

La porta del locale si apre, è Ryan. Improvvisamente l’espressione di Lewis cambia. Appare un sorriso e tutto sembra essere diverso, ora. La sua tensione, la mia zolletta che ho delicatamente adagiato sul fondo del mio old fashioned, Ryan, i miei due dash di angostura e il filo di soda necessari per sciogliere la parte zuccherina.
Sotto i delicati movimenti del mio bar spoon, gli ingredienti si uniscono in un abbraccio tipico di due amici che si rivedono solo dopo molti anni. Afferro il jigger e in quel momento la porta del locale si apre nuovamente. Siete voi e Alexander. La parte necessaria e fondamentale per ricreare il magico quartetto del college, esattamente come i 4,5 cl di Whiskey che si andranno ad aggiungere all’interno del mio bicchiere donando al cocktail un colore ambrato reso ancor più brillante dal ghiaccio cristallino. Mescolo delicatamente e spremo una scorza d’arancia che poi andrò ad appoggiare sul bordo del bicchiere come guarnizione.

Alzo la testa, i nostri sguardi si incrociano e già capisco tutto. Capisco che siete voi i quattro clienti che staranno con me fino alla chiusura del locale. Inseparabili come ai tempi del college, intramontabili come il Manhattan, l’Alexander, l’Americano e l’Old Fashioned.